Il New York Times l’ha inserita al 31° posto fra le 52 città da visitare nel 2016.
Sempre sospesa fra passato e presente, fra storia regale e attualità post industriale, fasto e decadenza, sembra difficile attribuirle questo rinnovato appeal. Eppure (ma i torinesi lo sanno bene), Torino negli ultimi anni ha saputo costruirsi un’immagine nuova valorizzando la tradizione e generando innovazione, soprattutto sul piano della cultura.
Atteso da anni, finalmente il Museo Egizio www.museoegizio.it (via dell’Accademia 6) ha potuto presentarsi nella sua veste rinnovata e in qualche modo trascinare la città verso quella posizione che il Times gli attribuisce. Se l’avete visitato in passato, tornateci e vi apparirà davvero differente e finalmente concepito secondo le esigenze del visitatore (anche non necessariamente esperto): aree tematiche ben organizzate e informazioni molto curate. Consiglio comunque di documentarsi prima di visitarlo perché, non dimentichiamolo, è il 2° museo al mondo, dopo quello de Il Cairo, per importanza e ampiezza dei reperti contenuti.
Se hai del tempo a disposizione, concediti una passeggiata “regale” su Via Roma, attraverso Piazza S. Carlo fino a Piazza Castello e dintorni oppure sali in collina per ammirare Villa Regina e la sua Vigna. Qui si respira ancora aria Settecentesca e si può godere il verde dei suoi giardini riorganizzati dall’architetto Juvarra e degli orti e della Vigna tornata alla produttività nel 2008.
Per la cena, sicuramente in una serata fredda un po’ autunnale, per non dimenticare i tradizionali sapori della cucina iemontese ti suggerisco un bollito misto accompagnato con bagnetto verde, rosso, aioli, rafano e cugnà. Prenota certamente un tavolo alle Tre Galline, in Via Bellezia 37 ( tel 011.4366553).
Se cerchi un piccolo albergo, il mio consiglio è pernottare al Townhouse70, www.70townhousehotels.com in Via XX Settembre, unico boutique hotel della città .
