Difficile dimenticare la natura – i cieli azzurri frastagliati di nubi bianche, gli orizzonti lontani e interrotti da vette altissime, le dune di sabbia, il volo dei condor, le mandrie dei camelidi a 5.000 metri – così come i segni di civiltà stratificatesi nei secoli – le mura ciclopiche degli insediamenti Inca, i terrazzamenti su pendici scoscese, le misteriose figure di Nazca, le costruzioni spagnole. Impossibile però scordare i volti delle persone, soprattutto bambini e anziani, estremi anagrafici di gente che sembra appartenere ad etnie completamente differenti tanto paiono trasformarsi, col tempo, i tratti somatici.
Distante, grande ed estremo, il Perù è un paese che è difficile visitare più volte. Ovviamente c’è tutto per tutti ma, come sempre, conviene scegliere bene quando, dove e con chi andare. Il turismo organizzato è spesso sinonimo di omologazione di flussi, itinerari, orari e, per quanto assicuri certezze in un paese con poche infrastrutture, non offre servizi adeguati al viaggiatore esigente. Ci vorrebbero almeno tre viaggi per una conoscenza almeno omogenea dell’intero paese, grande quasi quattro volte l’Italia. La prima esperienza la farei nell’area centro-sud, per intenderci, quella compresa fra Lima, Nazca, Arequipa, lago Titicaca, Cuzco, Machu Picchu.
Distanze elevate, dislivelli impegnativi, viabilità spesso congestionata o rallentata da dissuasori di velocità così ravvicinati da chiedersi se non siano orpelli anti-sonno anziché deterrenti contro la guida in stato di ebbrezza (il caso più frequente), nulla è troppo faticoso quando percorri altopiani a 5.000 mt e vedi gli alpaca pascolare sul ciglio della strada oppure quando scendi verso le vallate coltivate ancora con i terrazzamenti costruiti dagli Inca o ancora immortali il blu del Lago Titicaca che contrasta con il giallo della tortora sulla quale galleggiano le isole degli Uros; se poi a Chinchero incontri i bambini che corrono con l’aquilone sul grande piazzale dove sorgeva un tempio inca o raggiungi le incredibili saline di Maras si possono tollerare anche forti escursioni termiche, polvere e levatacce. Fallo però con un buon accompagnatore, qualcuno che sappia evitarti gli orari sbagliati, le soste in orribili “ristoranti” turistici; uno che sia elastico e disponibile a comprendere che sei un viaggiatore e non un turista, che vuoi esattamente fare ciò che gli altri non fanno o che se proprio devi percorrere quella strada – spesso l’unica disponibile – o raggiungere quel sito, beh, che lo faccia prima degli altri o senza gli altri: attendere che i condor si alzino in volo sfruttando le correnti ascensionali della valle del Colca è un’emozione forte ma devi esserci quando serve e non quando ci arrivi. Che il tuo driver sappia dunque guidare bene, sia smart e disponga di un mezzo confortevole e adeguato.
Preservare un sito archeologico davvero unico come Machu Picchu (si pronuncia maciu pikciu), renderlo accessibile solo a chi lo desidera veramente, è la ragione per la quale appare tutto così … improvvisato e avventuroso.
Se non vuoi farti tre giorni di duro trekking sulla principale Via Inca, conviene raggiungere Ollantaytambo, insediamento Inca sormontato da una maestosa fortezza mai conclusa a causa dell’arrivo degli spagnoli, e proseguire sul treno delle Ande fino ad Aguas Calientes, un avamposto caotico come Dawson City al tempo della corsa all’oro nello Yukon! Dimentica dove sei e concretati su dove andrai; vestiti a strati (è una regione pluviale ma d’estate – il loro inverno – al mattino è freddo, in alto è ventoso e il sole brucia) e mettiti in fila alle 5 del mattino per cercare di essere fra i primi a salire su uno dei 20 pullman che fanno la spola sull’unica strada (stretta, sterrata e spesso mezzo franata) con la stazione di salita per Machu Picchu situata a circa 2.500 mt s.l.m.. Non puoi e non devi fare diversamente però: entrare nel comprensorio quando il sito è ancora abbastanza sgombro di turisti è determinante. Se il tempo ti assiste e la quasi perenne nebbia fosse assente, lo spettacolo è assicurato.
Come si suol dire, la sola Machu Picchu vale il viaggio in Perù.
















