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Le colline moreniche a sud del lago di Garda sono state teatro di importanti vicende legate alle tre Guerre d’Indipendenza italiana (il Quadrilatero austriaco Verona-Peschiera-Mantova-Legnago; le battaglie di Goito, Solferino, Custoza; l’annessione del Veneto cinque anni dopo l’unità d’Italia nel 1861) che tutti abbiamo studiato ma frettolosamente lasciato all’oblio assieme al ricco patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico che qualifica quell’area. A partire da Mantova – che dette i natali al poeta Virgilio – di cui non è scontato sapere che è quasi una città-isola, semi circondata com’è da tre laghi creati dal Mincio e dalla Riserva naturale che lo accompagna. Se arrivate da ovest, fermatevi a visitare il Santuario di Santa Maria delle Grazie, appena fuori città, vicino Curtatone, per poi entrare in città ed immergervi nella bella architettura del primo Rinascimento. Il clima della zona deve essere sempre stato poco favorevole (caldo-umido d’estate e freddo-umido d’inverno) pertanto suggerirei di scegliere l’autunno per i colori della natura e la luce favorevole; in inverno è facile trovarvi la nebbia, un corollario comunque suggestivo e sicuramente presente nel secoli di splendore Gonzaga. A Mantova, capitale del Ducato, i Gonzaga – aristocrazia guerriera, famosa per la forgiatura di armi e le scuderie di cavalli appetiti dalle principali potenze – seppero coltivare la cultura e attirare artisti fra i più importanti dell’epoca, da Leon Battista Alberti a Pisanello, da Giulio Romano ad Andrea Mantegna, autore del famosissimo ciclo di affreschi della Camera degli Sposi nel Castello San Giorgio. L’attiguo Palazzo Ducale –  complesso architettonico vastissimo è stata dimora dei Gonzaga dal loro 1328 al 1707, quando Mantova diventò austriaca. Ad un “tiro di balestra” converrà raggiungere Palazzo Te, costruito e riccamente affrescato da  Giulio Romano nel 1525 per lo “svago” del marchese Federico II Gonzaga.

Affiancatevi ad una guida professionale per conoscere la storia certificata e tante curiosità sul palazzo e sulla vita a corte. Fra le molteplici soluzioni di conforto gastronomico locale, l’Osteria della Fragoletta (piazza Arche 5/A, tel.0376/323300) non deluderà le aspettative di chi cerca un locale semplice ma accogliente e di riconosciuta affidabilità.

Se piacesse rimanere nell’alveo storico-culturale nel periodo rinascimentale e post-rinascimentale dell’area padana, seguirei il corso del Po fino a Ferrara, l’altra città simbolo che ha collegato la propria storia al casato degli Este, anch’essi capaci di creare un centro artistico e universitario di livello europeo con protagonisti quali Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Cosmè Tura, Tiziano, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Niccolò Copernico, Paracelso, Pico della Mirandola. E’ ai primi del ‘500 che la corte estense sarà connotata, fra l’altro, dalla figura di Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso d’Este, perfetta castellana rinascimentale, abile politica e accorta diplomatica, malgrado il suo passato (figlia illegittima di Papa Borgia Alessandro VI, già moglie di Giovanni Sforza di Pesaro – feudo papale – e di Alfonso d’Aragona). La prima metà del ‘500 fu epoca densa di accadimenti davvero importanti: nel 1508 Michelangelo iniziava a dipingere la volta della Cappella Sistina, nel 1516 Ariosto pubblicava la prima edizione dell’Orlando Furioso (le successive saranno modificate anche in ragione dei cambiamenti politici e dell’uso di armi da fuoco che sovvertirono l’etica cavalleresca), nel 1517 Lutero affiggeva l’elenco delle sue tesi a Wittenberg, nel 1519 Carlo V d’Asburgo diventava Imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1527 i lanzichenecchi arruolati nell’esercito di Carlo V effettuano il sacco di Roma, nel 1533 Enrico VIII Re d’Inghilterra dà vita alla Chiesa Anglicana, nel 1545 inizia il Concilio di Trento che porterà alla Controrifoma. Ferrara attraversa questi accadimenti e gli Este dominano per circa trecento anni, dal 1300 al 1600, quando la città entra a far parte dello Stato Pontificio.

Visiterei la città entrandovi da sud-est, in corrispondenza del Baluardo della Montagna sulle mura perimetrali puntando diritto a Palazzo Schifanoia (letteralmente: schifare la noia), una delle “delizie” per riposo e svago degli Este, il cui ciclo di splendidi affreschi celebra il buon governo e la grandezza del duca Borso d’Este. Percorse le strette vie dell’antico insediamento bizantino, portatevi a ovest verso via delle Volte, dove in epoca tardo medievale si affacciavano case e depositi dei commercianti. Se è già ora di pranzo, fermatevi a Quel fantastico Giovedì (Via Castelnuovo, 9 – te. 0532 760570), frequentato da ferraresi di buona ambizione. Sarà quindi piacevole camminare su Via San Romano apprezzandone i portici e i palazzotti che vi si affacciano prima di raggiungere Piazza Trento e Trieste con il sacro e profano contrapposti: la Cattedrale e il Palazzo Municipale.

La Cattedrale del XII secolo presenta una facciata di stile romanico-gotico arricchito da numerose logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi mentre il lato sinistro offre stratificazioni di cambiamenti, interventi e iscrizioni che sanno interessare i curiosi. L’edificio è imponente, di apprezzabile grazie esterna che l’interno barocco non sostiene in maniera coerente. Di fronte alla Cattedrale il Palazzo della Ragione (oggi Municipio), ricostruito dopo la 2° guerra mondiale sulle rovine dell’edificio originario del 1315 al quale non rende giustizia né per aspetto né per collocazione. Ha di buono il fatto di essere adiacente al Palazzo Ducale che, collegato strutturalmente al Castello, ne appare naturale estensione. Il Castello Estense o di San Michele sorse nel 1385 come strumento di controllo politico e militare intorno alla torre dei Leoni, preesistente torre di avvistamento ed inserita lungo la cinta muraria che allora delimitava la città verso nord. Con le tre torri successive, la struttura ebbe funzione di fortezza difensiva ma nel tempo il suo carattere di reggia dinastica mise in ombra quello militare. Alla figura di Ercole I si deve la cosiddetta “Addizione Erculea”, la costruzione di una grande cintura fortificata che avrebbe raddoppiato le dimensioni della città verso settentrione e reinventato Ferrara in chiave moderna. Lasciatevi il Castello alle spalle e proseguite a nord est lungo Corso Ercole I d’Este che ha conservato il proprio aspetto residenziale d’origine: palazzi riccamente decorati – fra tutti Palazzo Turchi di Bagno, Palazzo Prosperi Sacrati e Palazzo Diamanti – che vanno diminuendo di importanza e numero via via che ci si avvicina alle mura esterne della città. Le mura, inserite in un contesto verde, sono accessibili anche con la bicicletta. Una passeggiata da Porta degli Angeli verso est vi immetterà nel polmone verde della città, dove differenti sono i percorsi per ogni necessità compresi fra il Cimitero della Certosa e il Cimitero ebraico, a testimonianza della numerosa comunità che abitava Ferrara anche nei secoli passati.

Per cena consiglierei Il Don Giovanni (1 stella Michelin) in Corso Ercole I d’Este ( 0532 243362) dove lo chef Pierluigi Di Diego saprà soddisfare qualità ed estetica con una cucina ricercata ma essenziale. Il ristorante si trova all’interno del Palazzo della Borsa, peraltro bello, che ospita anche La Borsa Bistrot, stessa gestione, più economico del Ristorante senza tuttavia peccare in ampiezza e qualità d’offerta.  Trovate in ogni caso tempo per visitare MLB Home-Gallery che Maria Livia Brunelli ospita proprio al civico 3 di Corso Ercole I D’Este; è una casa-galleria d’arte contemporanea concepita secondo un modello sviluppato all’estero ma quasi unico in Italia.

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