In origine le Terme (il latino Thermae deriva dal greco thermos, ovvero caldo) costituivano un elemento organico alla vita quotidiana delle comunità dell’Impero romano (e forse anche un co-fattore della sua decadenza). Due le principali funzioni: salute e piacere personale – l’esercizio fisico (gymnasium) combinato ad una termoregolazione corporea indotta dall’immersione in acque a temperature differenti – e socializzazione allargata. Se in un primo momento disporre di ambienti attrezzati per l’agio personale era appannaggio solo di famiglie patrizie, la cultura delle Terme si diffuse rapidamente nella società e ne sono testimonianza i grandi reperti che ancora oggi raccontano di quanto radicato fosse il fenomeno e quale ruolo svolgesse nella società. L’uso di acque termali naturali o la creazione forzata di ambienti con acque riscaldate ci hanno lasciato il piacere di sperimentare, oggi, ogni tipo di percorso e di trattamento associato. La Salus Per Aquam da cui l’acronomo odierno di SPA ci deriva non come precetto scientifico ma come derivato esperienziale, collegato all’abitudine di frequentare le Terme per motivi ora di svago, ora di piacere ora e soprattutto di relazione. Che poi è un po’ quello che succede oggi quando tipologia di frequentatori, ampiezza e livello di trattamenti, riservatezza delle strutture segmentano il mercato.
Quel lascito culturale prima ancora che salutistico che ci hanno trasmesso gli antichi, lo ritroviamo rivitalizzato e declinato secondo orientamenti e tradizioni differenti a seconda del Paese in cui ti trovi ma, di base, il piacere, l’ozio, il benessere fanno proseliti ovunque e disporre della SPA rappresenta un servizio ineludibile per ogni Hotel di lusso ovunque nel mondo: dall’Italia all’India dell’Ayurveda e dello yoga, dai vapori d’eucalipto e di argille dolci sulle alture del Marocco alle ritualità delicate degli onsen giapponesi. Molti gli indirizzi ancora segreti, e davvero non alla portata di tutti, ma un atlante essenziale del benessere lo possiamo tracciare o, meglio disegnare piano piano, poco alla volta.
Ho avuto la possibilità di trascorrere qualche giorno in alta Valtellina e non mi sono sottratta ai benefici delle acque che da 2000 anni sgorgano a Bormio regalando sensazioni ed emozioni senza tempo. Non è facile scegliere tra le strutture di Bagni Vecchi e Bagni Nuovi. due Resort, due Spa ma una sola anima. L’hotel Bagni Vecchi, arroccato sulla montagna e circondato da una vegetazione variopinta a seconda delle stagioni, sembra un quadro.
Il mio consiglio è di sperimentarne l’area originale, romanticamente essenziale, con la sua storia medievale ed il suo centro termale con grotte naturali costruite più di 100 anni fa. Per chi invece preferisce un ambiente più “lussuoso”, i Bagni Nuovi, con la sua facciata in stile gotico veneziano offre interni molto accoglienti, un magnifico salone delle feste, pareti affrescate, camere eleganti con sale da bagno in marmo bianco di Carrara. Il centro termale dispone di 30 proposte differenti trattamenti, vasche e piscine interne ed esterne.
Oltre al benessere le attività da svolgere sono davvero moltissime: l’area naturalistica è davvero un incanto. A me è bastato un pomeriggio per restare incantata dalla Val Viola, complice un’escursione in Fat Bike. Due gli indirizzi da non perdere: il piccolo hotel Li Arnoga, accogliente dimora, quasi sicuramente un’antica casa cantoniera, certamente il riferimento logistico per esplorare le incantevoli valli in sella alle bike o a bordo di slitte trainate da cani husky. L’Agriturismo Caricc, quasi a 2000 metri, 4 camere da letto e un ristorante di cucina valtellinese, è invece un luogo dove rifugiarsi, immergersi nella natura e isolarsi dal mondo: collegamenti telefonici solo con il satellitare e, in inverno, raggiungibilità della struttura solo con ciaspole, motoslitte e fatbikes.






