C’è sempre un buon motivo per visitare l’Andalucia. Potendo scegliere, la stagione migliore è la primavera, quando i colori del cielo sono brillanti, la luce del giorno penetrante e quella dei tramonti densa di colore; quando il clima è quasi estivo ma il vento soffia spesso a rendere l’aria profumata.
Non è raro dimenticarsi che l’Andalucia non si esaurisce nelle principali città che la rendono famosa perché il territorio presenta grandi contrasti orografici e quindi paesaggistici: dal secco deserto di Tabernas, al Parco Naturale della Sierra de Grazalema, una delle zone più piovose della Spagna; dalle cime innevate del Mulhacén al clima subtropicale della costa della provincia di Granada, distante soli 50 km.
Il contrasto è la cifra distintiva di questa regione dove la storia umana è millenaria, dove le differenti stratificazioni culturali originano dalla preistoria alle influenze fenicie, cartaginesi, naturalmente romane, visigote e bizantine prima di quelle islamiche che, protrattesi per 700 anni, hanno lasciato l’impronta più evidente assieme a quella cristiana. Oltre che terra di Reconquista, l’Andalucia è strettamente collegata ai porti fluviali e marittimi utilizzati per la scoperta dell’America e per il traffico che determinò il secolo d’oro della Spagna intera. Le Colonne d’Ercole, ovvero lo stretto di Gibilterra oltre il quale per i Romani c’era l’ignoto e il pericolo (cfr. hic sunt leones) segnano ancora oggi un presidio strategico del Mediterraneo.
Regione a basso sviluppo industriale, l’Andalucia rappresenta la destinazione turistica per eccellenza della penisola iberica.
Può non piacere o rappresentare una manifestazione ai limiti della odierna sensibilità ma assistere ad una corrida nella Plaza de Toros di Siviglia o nella più piccola ma storica di Ronda dice molto della cultura locale. Ma facciamo un passo indietro, magari di solo 10-15 giorni e viviamo la Settimana Santa e la successiva Feria de Abril di Siviglia: un’immersione nel sacro e profano, nel religioso e nel folcloristico, nel liturgico sacro e nelle passioni secolari. Le processioni e i pellegrinaggi si ammantano di ritmi e colori molto simili a quelli rispettati nei tempi, nei costumi, nei suoni e nelle sevillanas ballate per strada. Giorno e notte a Siviglia godono in questo periodo di intensità equivalenti, pur sempre circondati dal verde e dai fiori, dal luccicare del Guadalquivir e della Giralda, dal sole accecante sulla Cattedrale e nei patio dell’Alcazar o dallo sfavillio di luci notturne della movida e dalla vivacità dei suoi barrio più importanti: Santa Cruz, Macarena, Triana.
Se il tempo disponibile non abbonda e il mare resta per il prossimo viaggio, bello impostare un viaggio in senso antiorario e lascarsi stimolare ad intensità variabile seguendo alcuni punti irrinunciabili; Siviglia, Ronda, il Parco Naturale di Grazalema con qualche Pueblo Blanco (es. Zahara), una visita alla Cueva del Gato (Hotel Molino del Santo), un’escursione al Caminito del Rey, Malaga, Granada e la Sierra Nevada, Cordova e Carmona. Imprescindibile muoversi in autonomia, in auto, per concedersi tutte le soste e le digressioni estemporanee. Infiniti gli stimoli che si incontreranno, purché non ci si faccia sorprendere impreparati e quindi incapaci di capire, cogliere, riflettere: serve leggere e documentarsi prima, conoscere anche a sommi capi, la storia e le vicende che lasciano testimonianza ai tuoi occhi di viaggiatore meglio che di turista.
Di Granada è inutile raccomandare di visitare l’Alhambra, meno banale ricordarsi di prenotare con largo anticipo una visita guidata, fosse pure in lingua straniera: generalmente troppo numerosi i visitatori e estremamente ampio il novero delle cose da vedere nel complesso senza disporre di un filtro professionale. Una volta visitata, si faccia l’ascensione al Mirador de San Nicolas attraverso il caratteristico quartiere islamico Albayzin per osservarla dalla stessa altezza, magari aspettando il tramonto per vederne le mura cambiare colore.
La Cattedrale di Cordova lascerà stupefatti per il numero di arcate interne che la sostengono, la ripartiscono e la caratterizzano. Viene da pensare come sarebbe stato entrarci 700 anni fa e immaginarsi la vita quotidiana anche al di fuori dei grandi edifici di culto e di potere: un brulicare di gente e attività fra le viuzze strette della parte islamica e poi ebraica e cristiana. Se il periodo sarà quello post Semana Santa, non sarà difficile passare la serata nel quartiere di San Basilio dove assieme alla Fiesta de los Patios fioriti vi troverete a cantare e ballare con la gente del luogo, bevendo birra per strada.
Prima di rientrare a Siviglia, fermatevi a Carmona, “El Lucero de Europa”, la “Stella del mattino d’Europa”. una delle città più antiche d’Europa.
Le scelte di Musa:
Gran Hotel Miramar Malaga 5* L. https://www.granhotelmiramarmalaga.com
Hotel Alfonso XIII 5* deluxe – https://www.marriott.it/hotels/travel/svqlc-hotel-alfonso-xiii-a-luxury-collection-hotel-seville/
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Hotel Hospes Palacio del Bailio 5* – https://www.hospes.com
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