“Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno” – scriveva Guy de Maupassant.
La posizione geograficamente strategica nel contesto del Medio-Oriente ha determinato, nei secoli, l’importanza di questa porzione della penisola arabica che vigila l’accesso al Golfo Persico e si affaccia sull’Oceano Indiano. Sono le ragioni per le quali l’Omàn è stata al centro degli interessi politici dei Persiani già nel V secolo a.C., poi degli arabi dal VI secolo d.C e, via via, dei Portoghesi fra 1500 e 1650 e della Gran Bretagna, la cui influenza sul Paese ha resistito fino all’eliminazione del Protettorato nel 1970 dando inizio al Sultanato Qabus, alla storia dell’attuale monarchia e alla stabilità del Paese.
Un passaggio di culture, di influenze e di storie che sicuramente rendono oggi l’Omàn più attrattivo di altri paesi della regione. La morfologia del territorio è poi l’altro importante elemento che conferisce all’Omàn un appeal davvero marcato: coste affacciate sull’Oceano, deserti sabbiosi, montagne imponenti, canyon e oasi meravigliose; una grande varietà di paesaggi capace di appassionare il viaggiatore, il turista, il ricercatore, il fotografo…. Dal punto di vista paesaggistico l’Omàn è probabilmente il paese più bello del medio oriente.
A questo si aggiunga che, politicamente/religiosamente, l’Omàn è un paese che potremmo definire “moderato”, tollerante e, sotto il profilo economico, formalmente basato sui principi dell’economia di mercato, circostanza che consente ancora condizioni di crescita abbastanza buone e livelli di benessere diffuso seppur meno elevato rispetto agli altri paesi arabi produttori di petrolio. Se il traffico di schiavi e di armi rendevano potente l’Omàn del passato, oggi il turismo costituisce un rilevante asset nazionale.
L’Oman sembra infatti una cartolina, da vedere e rivedere. Essenziale ma di ottimo livello la rete autostradale, i servizi e le strutture ricettive adatte ad ogni esigenza e disponibilità economica. La fascia costiera settentrionale è nota come costa di Batinah: nei suoi bellissimi 320 km di sabbia, a nord di Muscat, si possono osservare i pescatori al rientro dalla pesca e poi comprare nei tipici mercati sulla spiaggia. Questa piana di sabbia e ghiaia è separata dal resto del paese dalla catena montuosa dell’Hajar, la cui cima più elevata è il Jebel Akhdar (montagna verde) con i suoi 2980 metri. Due grandi bassipiani salati si trovano nella zona centro-occidentale: di fronte all’isola Massirah, al largo della costa orientale, e immediatamente a sud del celebre deserto di Wahiba Sands. Ma uno dei paesaggi più suggestivi è sicuramente quello di Wadi Ghul, il canyon più profondo al mondo dopo quello in Arizona.
Muscat, capitale dell’Omàn, incanta i visitatori come nessun’altra città del Golfo, forse perché autentica o “non artificiale” come tante altre città della regione. La storia e le stratificazioni culturali ne rivelano l’identità: i tre forti, costruiti alla fine del 1500 dai portoghesi sono ancora oggi utilizzate come “caserme”, il Palazzo del Sultano che domina il porto e la zona vecchia con il labirintico Muttrah Souq. Per gli amanti della storia, sarà interessante visitare l’Omàn Museum: cinquemila anni ripercorsi all’interno di un solo edificio. Lo skyline della città non assomiglia alle altre metropoli arabe, anche perché l’altezza dei palazzi, per espressa indicazione del sultano, non può superare quella delle strutture religiose, in particolare la Grande Moschea.
Il Forte di Nizwa, costruito nel IX secolo, è uno dei castelli più antichi di tutto l’Oman e rappresenta uno straordinario esempio dell’architettura nazionale. La sua forma massiccia e circolare lo contraddistingue dalla maggior parte dei castelli presenti nel paese. In prossimità del forte si svolge il tradizionale mercato della città, particolarmente famoso per gli oggetti di artigianato locale.
Il tempo è…sultano, dovremmo dire. Sì, perché, come per tante altre destinazioni, stagione e tempo a disposizione sono variabili che condizionano i programmi. Sebbene il Khareef Festival sia un evento molto interessante, il fatto che si svolga fra luglio ed agosto, a Salalah, nel Governatorato di Dhofar, vicino allo Yemen, ovvero ad oltre 1.000 km dalla capitale Mascate, non è facile inserirlo in un “classico” programma di viaggio. Eppure merita, perché è tradizione secolare e motivo per il quale quando al nord impera caldo e umidità, il Dhofar beneficia dei venti freschi da sud-ovest e di abbondanti piogge: l’autunno – in arabo Khareef, appunto – porta refrigerio e consente alla vegetazione si crescere rigogliosa nella zona compresa fra la costa e le montagne.
Una notte da sultano
A Muscat si può davvero vivere sogni meravigliosi soggiornando una notte allo Shangri-La, uno degli hotel più spettacolari della città insieme all’Al Bustan e al nuovissimo Kempinski. Le strutture ricordano il palazzo di un re e nel secondo caso non è solo un’impressione. L’Al Bustam Palace, elegante hotel della categna Ritz Carlton, era stato progettato e successivamente costruito per diventare la residenza di Sua Maestà, solo in un secondo momento è stato trasformato in un hotel di gran lusso. Il The Chedi si unisce agli l’hotel più chic della città: qui gli arredi invece sono minimal-zen, i ristoranti gourmet, e la spiaggia e la piu lunga piscina del medio oriente invogliano al relax, al benessere e ad una vacanza all’insegna del detox . Anche la lounge gym o palestra pare un salotto. La Spa è un tempio di wellness asiatico, con rituali della tradizione indiana, tailandese e tibetana: i prodotti utilizzati sono rigorosamente organic.
Sulle montagne non si può non soggiornare all’’Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort: rifugio appartato, ispirato alla cittadelle fortificate del Sultanato, con vista panoramica dalla piscina a sfioro è il più alto hotel in Medio Oriente e si trova sul bordo curvilineo di un grande canyon, a 21 km da Nizwa. Il resort è u’esperienza di soggiorno autentica; ci permette di scoprire la storia, il paesaggio e la cultura del posto. Lo adornano artisti e fotografi omaniti, opere tessili realizzate intrecciando foglie di palma di Nizwa. E dispone, unico caso al di fuori degli Usa, di un fitness club con Freedom Climber, ovvero la macchina per allenarsi indoor alle arrampicate outdoor, da fare nel vicino canyon.










