Per chi non ci nasce NY non è una città semplice in cui vivere ma è un posto dove puoi andare 100 volte e viverlo in modo differente.
Chi non è stato NY ?! Tutti sappiano cos’è, dipendiamo da quel fascino che la città ha sempre esercitato su tutti, americani compresi, ma in fondo nulla è sempre lo stesso a NY. Dipende dall’idea che ti sei fatto la prima volta, dalla stagione in cui l’hai visitata, dalle aspettative che avevi e dalle esigenze che hai, oggi, se ci torni. Sempre lei, mai la stessa.
Se ci torni – quindi non sei alla tua prima visita – concediti almeno 2-3 giorni di permanenza, organizza il tempo secondo le convenienze che la città suggerisce e che la stagione esalta; soprattutto non appiattirti sugli stereotipi, l’omologazione turistica. Il periodo delle feste natalizie è certamente ricco di luci, attrazioni, suggestioni ma è quello… più scontato.
Evitando il caldo di luglio e agosto e il freddo da gennaio a marzo, una passeggiata sulla High-line va fatta e meglio da nord a sud e nel pomeriggio, quando il sole calante sull’Hudson valorizza i colori. Si attraversa il quartiere di Chelsea, il Gallery District e si arriva al Meatpacking, vedendo palazzi costruiti dai migliori architetti del mondo. Al termine, scendi per un aperitivo o una cenetta da Bubby’s su Gansevoort Street.
Se hai tempo e voglia di passeggiare, raggiungi il West Village e scopri, se hai fortuna (non accettano prenotazioni), il Little Owl (90 Bedford St), un locale piccolissimo ma estremamente grazioso con una cucina creativa (consiglio comunque le meat balls).
Se invece hai scelto di alloggiare proprio allo Standard Hotel (848 Washington St) – il building non dice molto ma la vista sullo skyline o sul fiume è davvero unica – goditi il bar interno e il terrazzo panoramico. L’hotel è per curiosi e anche per esibizionisti: dalle vetrate delle camere vedi e sei visto, se vuoi! Trendy.
Hai anche mille motivi per farti una passeggiata di 2-3 ore a Central Park, sacrificando altre cose. Non c’è neanche una stagione sola per il parco perché ogni periodo ha i suoi colori, il suo mood, la sua gente che corre, parla, gioca, canta o suona. La rigogliosa vegetazione primaverile ed estiva non è meglio di quella contrastata dei colori autunnali che incorniciano il quadro dei palazzi e dei grattacieli attorno.
Al sabato o alla domenica mattina, spingiti dunque verso nord, oltre il Jaqueline Kennedy Reservoir (per chi ha visto “Il maratoneta”, dove andava a correre Dustin Hoffman) fino almeno al North Meadow ed esci verso la 100th Street per entrare nell’Upper East Side, uno dei quartieri-bene della città. Puoi scegliere di tornare percorrendo ora la Fifth, ora Madison, Park, Lexinton o la Third incrociando le strade che sembrano replicare, con maggiore eleganza, il Village. Non perderti però di gustare l’hamburger da J.G. Melon (1291 3rd Avenue), uno dei migliori di NY: vale l’attesa !
In una bella giornata di sole, è sempre piacevole attraversare il Brooklyn Bridge e ammirarne la fattura dalle panchine sul East River. Se sei a Brooklyn, ricordati di Saturday Night Fever e di Tony Manero che descrive il ponte alla sua partner … L’East River tuttavia conviene anche attraversarlo con il tram (la stazione si trova fra la 60th e la 2nd) che passa sul Queensboro Bridge – meno conosciuto ma forse più affascinate dei quello di Brooklyn – per raggiungere Roosevelt Island dalla quale godrai di una suggestiva vista di East Manhattan.
Se invece hai in mente la “classica” immagine di Manhattan da sud, con la City in primo piano, ecco, è ciò che puoi sperimentare da protagonista se prendi il Ferry Boat per Staten Island – quello, per capirci, che prendono i pendolari per raggiungere tutti i giorni Manhattan; è gratuito, parte ogni 20 minuti (South Line Square, a fianco di Battery Park), passi vicino alla Statua della Libertà e hai una vista di NY fantastica. Se lo fai durante un giorno lavorativo, perde il tono turistico e ti ripaga della ressa e del vento gelido che soffia sulla baia in inverno. Rientrando, passa da Wall Street, prendi il Subway per Union Square e passeggia su Broadway fino all’incrocio tra 23th e 5th per ammirare il Flatiron Building, magari acceso dal sole del tramonto.
Per gli spettacoli e le occasioni di shopping compra il settimanale Time Out (lo trovi anche in Aeroporto e puoi documentarti mentre raggiungi Manhattan). Se vuoi del buon Jazz, il Village Vanguard e il Blue Note sono ancora i migliori. Meglio il secondo spettacolo serale, meno casino e più atmosfera.
A parte l’era di Giuliani, sotto Bloomberg la città mi era sembrata più in ordine; con De Blasio qualche cedimento si avverte.
Brunch:
- Whole Foods (Time Warner, Union Square oppure Bowery & Houston Street )
Per un pranzo leggero:
- Coffee Shop, 16th/Union Square
- Mandarin Oriental Hotel sempre di grande soddisfazione con vista su Central Park
- Peel’s
- Bubby’s
- Café’ Cluny
- Standard Hotel (brunch sabato o domenica)
- Gramercy Terrace (al Gramercy Hotel)
- Pitti, in Bleeckery Street (italiano ma trovi tutti i vip)
Ristoranti
Quelli più di moda sono spesso italiani e, a meno che tu non sia smanioso di vedere qualche vip che fa passerella….. Se così, vai al Pitti in Bleeckery Street.
- The Pearl Oyster, ottimo il sandwich all’aragosta (non accetta prenotazioni)
- River Café (di grande atmosfera, mangi ai bordi del fiume guardando NY, un po’ caro)
- STK DownTown
- The Little Owl
Ottima l’offerta dei giapponesi; segnalo:
- En Japanese Brasserie, 435 Hudson Street at Leroy St (TRIBECA)
- Omen, 13 Thompson St. (SOHO)
Hotel
Hudson Hotel (356 W 58th St) disegnato e arredato da Philippe Stark; camere piccole, ambiente fashion
The Standard High Line (848 Washington St)


